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SALONE DEL MOBILE 2015

SALONE DEL MOBILE 2015

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15 aprile 2015
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E oggi alla Fiera apre il Salone del Mobile
di Annachiara Sacchi
 
Energia condivisa. Fatta di creatività e progetti per un nuovo modo di abitare.

Sostenibile, senza sprechi, attento al riposo e al lavoro di tutti. Ai bisogni dei più fragili e all’ambiente. In una città, Milano, trasformata in una maxi installazione, vetrina del migliore made in Italy e dell’Expo che sta arrivando. Parte oggi il Salone del Mobile edizione numero 54, prova generale del semestre espositivo con un migliaio di eventi, 350 mila visitatori attesi nei padiglioni della Fiera, con il premier Matteo Renzi in visita questo pomeriggio tra gli stand, le mostre, le feste, gli artisti e le archistar. E un filo conduttore (neanche troppo) sottotraccia: nutrire il pianeta. Una settimana — fino a domenica — a riflettori accesi. Nei 201 mila metri quadrati di Rho; nei nove distretti milanesi del design; nei musei. E nelle università: ieri nei chiostri della Statale si è aperta la

mostra di «Interni», primo grande evento del Fuorisalone. «Energy for Creativity», ecco il suo nome. Modelli, prototipi, mega-strutture sistemati tra i cortili e firmati dai grandi nomi dell’architettura, da Antonio Citterio a Kengo Kuma. Riflessione (controcorrente) di Philippe Starck sul ruolo del designer. «Non salviamo vite — ha spiegato — ma le possiamo rendere migliori. La soluzione non è spendere energia nella creatività, ma consumare e mangiare meno». E ieri, per il popolo della Statale, il designer, in sella a un furgoncino-triciclo, offriva una bevanda analcolica a base di ingredienti naturali. Il tutto per spiegare il concetto di «Open stock», sorta di grande magazzino del design in cui i creativi possano mettere in comune idee e prodotti: «Il principio è: dammi un bracciolo, io ti fornisco le gambe del tavolo». Da sperimentare. E da vedere alla Statale: l’installazione visivo-sonora di Piuarch, i padiglioni telescopici di Annabel Karim Kassar, il labirinto di metallo rosso di Daniel Libeskind, il monumento al Rossetto, opera pop rotante firmata da Alessandro e Francesco Mendini, la maxibottiglia di champagne di Luca Trazzi, il nastro di pareti specchianti di Tchoban nel cortile d’onore.
E, ancora, l’energia brasiliana con «100% Brasil», sesta edizione di Brazil S/A curata da José Roberto Moreira do Valle, con la poetica mostra «The Neon Traffic Dealer» di Alê Jordão (designer amato da Madonna), le sedute di Sérgio Matos, la libreria di Henrique Steyer e un mix carioca di colori e forme. Architetture e suggestioni. La pista per le biglie — sempre alla Statale — accessibile ai bambini disabili, come quelli della Onlus «L’abilità», invitati ieri a giocare tra i grandi nomi del design. E la sedia «Baco», nata dalla collaborazione tra San Patrignano, Ermenegildo Zegna e Patricia Urquiola per dare una seconda possibilità ai giovani e una terza possibilità al legno.
E, ancora, sul tetto del Superstudio Più di via Tortona, «Coltivare la città», campo agricolo sviluppato intorno al simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto con «novacivitas»: «È una dichiarazione dell’impegno — commenta il maestro dell’Arte povera — che arte e architettura assumono nel processo di trasformazione globale e responsabile. Questo progetto rappresenta la possibilità di trasformare nuove visioni in nuove realtà». Sguardi su un mondo più creativo e solidale. In vista di Expo e del Salone che apre oggi in Fiera con lo sforzo gigante di Federlegno, tra riflessioni d’autore e prodotti da toccare e acquistare. Tra le biennali dedicate a luce e ufficio e il Salone Satellite dei giovani talenti, che compie diciotto anni. Città mobile e festosa (l’indotto turistico è di 221 milioni di euro, con solito strascico di polemiche sui prezzi degli hotel). Da esplorare e ammirare, mostre comprese: «Favilla», omaggio alla luce in piazza San Fedele. E, domani a Palazzo Reale, inaugurazione della più grande esposizione dedicata a Leonardo, fino al 19 luglio. Dal Salone a Expo.

(Cif. CORRIERE DELLA SERA – 14 Aprile 2015)