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GENESY VEDO: SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA e ANTINTRUSIONE INTEGRATI

GENESY VEDO: SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA e ANTINTRUSIONE INTEGRATI

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16 gennaio 2015
SISTEMA CENTRALE D'ALLARME
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Videosorveglianza e antintrusione integrati nei sistemi residenziali
Due treni che corrono su binari paralleli. Così, ad oggi, è il rapporto tra le due tecnologie che, soprattutto in ambito residenziale, sono tra le più richieste per soddisfare le principali esigenze di sicurezza: antintrusione e videosorveglianza.
Integrazione è quindi la parola chia-ve, oltre ad essere l’esigenza che sempre più emerge dagli operatori. Nel particolare dell’ambito residenziale, dal quale ci si attende per le prossime stagioni la crescita più consistente, integrazione significa soluziOni professionali, ma con estrema attenzione ai costi e alla semplicità d’uso, perché si rivolge a un target non specializzato né tecnicamente preparato.

Un evento di allarme, anche se comunicato a distanza, provoca senso di paura e panico:se l’utente non ha dimestichezza o non è preparato alle corrette azioni da intraprendere, la confusione generata dall’ansia e dalla paura porta ad azioni illogiche e incoerenti, che fanno perdere preziosi istanti di analisi, con sensibile riduzione dell’effi cacia di ogni intervento. È quindi certamente compitodell’installatore/progettista prevedere ogni possibile automatismo che porti ad attivare contromisure rapide ed efficaci. Il tutto partendo da alcuni presupposti: la solita sirena è sempre meno percepita e certamente insufficiente e anche la chiamata vocale, per quanto dettagliata, a volte crea solamente un inutile stato di ansia. In alcuni casi si implementa la chiamata diretta alle forze dell’ordine – di cui è però da comprendere la generalmente bassa priorità di intervento. Gli istituti di vigilanza hanno maggiori disponibilità per interventi rapidi, ma non sempre se ne accettano i canoni. Fin qui per l’antintrusione. E l’impianto di videosorveglianza?
Un ambito residenziale, ad eccezione di complessi condominiali dove occorre sempre fare i conti con la Privacy, la tecnologia è generalmente impiegata per la sorveglianza del solo ambiente esterno – sia esso giardino, parcheggio o zona confi ne di proprietà. L’uso interno è generalmente limitato a casi particolari o ad ambienti comuni in complessi condominiali. Attualmente la videosorveglianza può essere attiva in due modalità: a) in registrazione continua, per cogliere situazioni o eventi di cui si può avere evidenza solo successivamente (e in questo caso la ricerca, senza una traccia temporale, diventa onerosa e complessa); b) in registrazione ad evento, sia essa generata da un’attività rilevabile nel campo visivo, o sia comandata dal sistema d’allarme, o sia fi ssa ad impianto acceso o su specifi co evento.

Quest’ultima modalità rende certamente più agevole la ricerca e più duratura la lunghezza di registrazione. Occorre poi fare i conti col campo da sorvegliare: i vari CSI televisivi inducono a pensare di poter rilevare qualsiasi dettaglio, anche quelli sostanzialmente invisibili. Ma il problema può, in parte, essere risolto con la scelta del sistema – analogico a risoluzione relativamente bassa.
Un altro aspetto ormai generalizzato dei sistemi di sorveglianza è l’integrazione IP: l’utente dispone di app per il suo smartphone che gli consentono tutte le più importanti operazioni sul registratore, in primis la visione delle immagini live. I backup richiedono però un po’ più di manualità e abitudine. La modalità live non presenta però sempre grande utilità – gratifi cazione e serenità a parte – in quanto: a) gli interventi di visione a spot difficilmente portano a cogliere eventi signifi cativi; b) la necessità di un dual striming per rendere pratica e interattiva la visione impone che l’immagine inviata sia direlativamente bassa risoluzione (il parametro può invero essere modifi cato a distanza dall’utente, ma un’utenza non professionale raramente modifi cherà i settaggi);
c) le immagini inviate su uno schermo da pochi pollici spesso perdono ulteriore signifi cato (anche se a casa la registrazione può essere di qualità).
piuttosto che IP ad alta risoluzione – anche se i costi si possono presentare piuttosto diversi.
Tanto premesso, la soluzione potrebbe stare proprio nell’integrazione. Operazione in sé non facile perché i costruttori dei sistemi d’allarme e quelli di sistemi video raramente fanno sinergia tra loro, ma la tecnologia IP e la trasmissione dei dati sono ormai peculiarità di entrambi i settori: antintrusione e videosorveglianza.
Definiamo allora la soluzione come Video Verifica, cioè come “verifica tramite informazioni dettagliate (sistema antintrusione) e confronto con immagini (videosorveglianza) sulla congruenza dell’evento”.
In parole più semplici la Videoverifica deve consentire all’operatore/utente di verificare se l’evento di intrusione segnalato dal sistema di allarme sia o meno congruente con le immagini del sistema di videosorveglianza. La possibilità di verificare se ci si trova di fronte ad una vera intrusione o ad un allarme generato da animali
o da cause ambientali (vegetazione, vento forte) porterà poi ad azioni adeguate e immediate (allertamento forze dell’ordine o semplicemente isolamento di una linea) oposticipate (intervento manutentivo di correzione o modifica dell’impianto).
by Luciano Calafà